Diritto di famiglia

Il diritto di famiglia è una branca del diritto privato che disciplina i rapporti familiari in generale: parentela e affinità, matrimonio, rapporti personali fra i coniugi, rapporti personale e patrimoniali nella famiglia, la filiazione, rapporti fra genitori e figli, separazione e divorzio. Il legale di riferimento è l’Avv. Alessandra Cagnazzo, che dedica competenza e professionalità alla materia del diritto di famiglia, rivolgendo alla propria clientela consulenza ed assistenza giudiziale in tale ambito. Da non trascurare anche la mediazione familiare che gioca un ruolo importante per la soluzione e la composizione di conflitti spesso esacerbati o male interpretati.

Tutela dei minori

Lo Studio Legale Cagnazzo Preite rivolge particolare attenzione alla tutela dei minori. Da non sottovalutare la numerosa normativa nazionale e comunitaria che, dai primi anni ottanta, ha concentrato la sua attenzione a questo istituto (Legge 20 marzo 2003, n. 77 «Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea sull'esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996»; Legge 11 marzo 2002, n. 46 «Ratifica ed esecuzione dei protocolli opzionali alla Convenzione dei diritti del fanciullo, concernenti rispettivamente la vendita dei bambini, la prostituzione dei bambini e la pornografia rappresentante bambini ed il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, fatti a New York il 6 settembre 2000»; Legge 4 aprile 2001, n. 154 «Misure contro la violenza nelle relazioni familiari»; Legge 28 marzo 2001, n. 149 «Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori, nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile»; Legge 25 maggio 2000, n. 148 «Ratifica ed esecuzione della Convenzione n. 182, relativa alla proibizione delle forme peggiori di lavoro minorile e alla azione immediata per la loro eliminazione, nonché della Raccomandazione n. 190 sullo stesso argomento adottate alla Conferenza generale dell'Organizzazione Generale del lavoro durante la sua ottantesima sessione tenutasi a Ginevra il 17 giugno 1999»; D.P.C.M. 9 dicembre 1999, n. 535 «Regolamento concernente i compiti del Comitato per i minori stranieri, a norma dell'art. 33, commi 2 e 2bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286»; Decreto Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 «Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286»; Decreto Legislativo 13 aprile 1999, n. 113 «Disposizioni correttive al testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell'art. 47, comma 2, della legge 6 marzo 1998, n. 40»; Legge 31 dicembre 1998, n. 476 «Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela di minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, fatta a l’Aja il 29 maggio 1993. Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184 in tema di adozione di minori stranieri»; Decreto Presidente della Repubblica 5 agosto 1998 «Approvazione del documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato a norma dell'art. 3 della legge 6 marzo 1998, n. 40»; Legge 3 agosto 1998, n. 269 «Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di schiavitù»; Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 «Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»; Legge 6 marzo 1998, n. 40 «Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»; Legge 23 dicembre 1997, n. 451 «Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia»; Legge 28 agosto 1997, n. 285 «Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza»; Legge 31 dicembre 1996, n. 675 «Tutela delle persone fisiche e gli altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali»; Legge 15 febbraio 1996, n. 66 «Norme contro la violenza sessuale»; Decreto Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 448 «Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni»; Legge 4 maggio 1983, n. 184 «Diritto del minore ad una famiglia».

Anche l’istituto dell’adozione nazionale ed internazionale rientra tra le competenze di questo Studio Legale. La casistica fa la differenza rispetto a coloro che trattano la materia in via residuale.

Separazioni e Divorzi

Lo Studio legale Cagnazzo Preite cura con grande attenzione le problematiche attinenti alla separazione ed al divorzio: separazione consensuale, separazione giudiziale, addebito, l’assegno di mantenimento nella separazione, gli effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi, l’assegno divorzile, il divorzio consensuale, la perdita dei cognome del marito; l’assegnazione della casa coniugale, il TFR all’ex coniuge, il diritto alla pensione di reversibilità, l’affidamento dei figli, le problematiche connesse in materia di successioni, la riconciliazione e la relativa pubblicità, riconoscimento di provvedimenti delle Autorità ecclesiastiche, etc.

Mediazione familiare

Sempre più spesso tra le pareti domestiche, all’interno del micro-cosmo della vita familiare, nascono incomprensioni e contrasti che mostrano quanto sia complesso e inafferrabile l’universo degli affetti umani. Ciò che viene in risalto in queste circostanze è la natura mutevole e contraddittoria della famiglia rispetto al ruolo di stabilità che le si vorrebbe assegnare.

La separazione o il divorzio sono senza dubbio esperienze drammatiche, ma non sono quasi mai imputabili soltanto a uno dei componenti della coppia. Molto spesso entrambi i coniugi sono complici di un'esperienza che li può portare a un “punto di non ritorno”. Spesso per motivi anche banali la coppia, in modo più o meno consapevole, intraprende un cammino che rischia di portare alla dissoluzione del legame.

Purtroppo i problemi di una coppia in crisi non trovano quasi mai una risposta adeguata nei rimedi offerti dalla legge. Le istituzioni giudiziarie non possono che limitarsi a un approccio superficiale a problematiche che richiederebbero invece un approfondimento e un’attenzione del tutto particolari.

Ecco dunque il ruolo del mediatore familiare che si offre come un elemento di confronto “esterno” che può aiutare la coppia ad affrontare la loro crisi. La mediazione familiare può condurre al ricongiungimento, oppure può depotenziare quei conflitti che spesso continuano a tormentare la coppia anche a distanza di molti anni dalla separazione o dal divorzio.

Lo scopo della mediazione familiare è quindi quello di risolvere o attenuare questi conflitti dando così la possibilità alla coppia di riorganizzare la propria vita e a mettere così le basi per un possibile ricongiungimento oppure per una scelta di separazione che sia meno traumatica per i due partner e soprattutto per i loro figli.

In caso di separazione inoltre i coniugi avranno la possibilità di raggiungere un accordo soddisfacente e autodeterminato, frutto di un ragionevole bilanciamento degli interessi di entrambi.

Un efficace strumento utilizzato nel processo di mediazione è il c.d. genogramma familiare, che consiste nella rappresentazione grafica che ciascuno dei coniugi viene invitato a fare della propria famiglia di origine e dei propri affetti, per aiutare la coppia ad individuare gli elementi comuni e le risorse affettive su cui, sia loro che i propri figli, possano fare affidamento.

Il mediatore familiare agisce come un punto di osservazione esterna che attraverso una serie di incontri (in genere da sei a dieci) aiuta la coppia a instaurare un dialogo “mediato” da una persona “terza”.

Attraverso l’intervento di un terzo neutrale ed imparziale si restituisce alle parti il naturale protagonismo nella lite, proponendo la guarigione del conflitto con l’individuazione preventiva dei bisogni (che la coppia viene invitata ad indicare su una lavagna) a cui, con l’aiuto del mediatore, seguirà la ricerca di una serie di opzioni per arrivare a soluzioni che contemperino i bisogni delle persone coinvolte.

Ciò facilita la risoluzione di problematiche spesso devastanti sul piano psicologico e legale.

 
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